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NBA, si ferma la striscia di Shai Gilgeous-Alexander: 141 partite da almeno 20 punti

La stella degli Oklahoma City Thunder chiude con 17 punti contro Denver e mette fine a una serie da record. La squadra, però, vince 96-84: una dimostrazione di forza che va oltre la prestazione del suo leader.

23 ottobre 2026
NBA, si ferma la striscia di Shai Gilgeous-Alexander: 141 partite da almeno 20 punti
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Un record che sembrava non finire mai

Anche le strisce più straordinarie, prima o poi, arrivano al capolinea. È successo a Shai Gilgeous-Alexander, il cui nome era ormai legato a una delle serie realizzative più impressionanti nella storia della NBA. Nella vittoria degli Oklahoma City Thunder per 96-84 contro i Denver Nuggets, la stella canadese ha segnato 17 punti, fermandosi sotto quota 20 per la prima volta dopo 141 partite consecutive di regular season.

Un numero che racconta la continuità di un giocatore capace di trasformare la produzione offensiva in una certezza serata dopo serata. La striscia, iniziata nell'ottobre 2024, si è conclusa il 22 ottobre 2026, nella gara casalinga contro Denver.

Il risultato individuale non cambia il valore del percorso compiuto. Gilgeous-Alexander aveva superato il precedente riferimento storico di Wilt Chamberlain, fermo a 126 partite consecutive con almeno 20 punti. Con 141 gare, il canadese aveva portato il record a una nuova dimensione, prima che la sfida contro i Nuggets interrompesse la serie.

Una serata difficile al tiro

La partita non è stata semplice per il leader di Oklahoma City. Gilgeous-Alexander ha chiuso con 17 punti, tirando con 6 canestri su 19 tentativi dal campo. Nei primi due quarti non è riuscito a segnare dal campo, sbagliando tutti e sette i tiri tentati nella prima metà della gara.

Denver aveva approfittato delle difficoltà offensive dei padroni di casa, riuscendo anche a portarsi avanti nel punteggio. I Thunder hanno però cambiato ritmo nella ripresa, trovando maggiore efficacia e costruendo progressivamente il vantaggio.

Gilgeous-Alexander ha ritrovato il canestro nel terzo quarto e ha provato a riavvicinarsi alla soglia dei 20 punti negli ultimi minuti. Una tripla nel quarto periodo lo ha portato a quota 17, lasciandogli ancora una possibilità teorica di prolungare la serie.

La situazione della partita, tuttavia, era ormai cambiata: Oklahoma City aveva preso il controllo e il risultato sembrava indirizzato.

Perché la striscia si è fermata proprio così

Con meno di due minuti da giocare e i Thunder avanti 93-76, Denver ha richiamato in panchina i propri titolari. Anche Oklahoma City ha effettuato le sostituzioni e Gilgeous-Alexander ha lasciato il campo, senza fare ritorno sul parquet.

La serie si è così conclusa senza che il giocatore raggiungesse i tre punti necessari per arrivare a quota 20. Non è stata soltanto una questione di percentuali al tiro: il margine accumulato dalla squadra e le scelte nel finale hanno avuto un ruolo nella conclusione della striscia.

L'episodio rende la storia ancora più particolare. Dopo due anni di continuità realizzativa, il record non è terminato con una sconfitta o con una serata da protagonista in una gara equilibrata, ma durante una vittoria nella quale la squadra aveva già costruito un vantaggio consistente.

Il record di Gilgeous-Alexander e l'eredità di Wilt Chamberlain

Per capire il peso della serie bisogna guardare alla storia della NBA. Wilt Chamberlain aveva stabilito un riferimento di 126 partite consecutive con almeno 20 punti negli anni Sessanta, in un'epoca diversa per ritmo, ruolo dei giocatori e struttura del gioco.

Gilgeous-Alexander ha superato quel traguardo grazie a una combinazione di continuità, capacità di attaccare il canestro, controllo dei tempi e presenza costante nella produzione offensiva dei Thunder.

Raggiungere almeno 20 punti in una singola partita è un risultato comune per una stella NBA. Farlo per 141 gare consecutive è un'altra cosa: significa mantenere uno standard elevato anche nelle serate meno brillanti, quando il tiro non entra o la difesa avversaria prepara un piano specifico per limitare il principale riferimento offensivo.

La fine della serie non cancella il record. Al contrario, permette di misurarne meglio la portata: per due stagioni, Gilgeous-Alexander ha trasformato una soglia statistica importante in un appuntamento quasi abituale.

Oklahoma City dimostra di poter vincere anche senza il suo leader a quota 20

Il dato più significativo della serata riguarda anche la squadra. I Thunder hanno battuto Denver 96-84 nonostante la prestazione al tiro poco brillante del loro giocatore più rappresentativo.

Jalen Williams ha guidato i marcatori di Oklahoma City con 21 punti, mentre Chet Holmgren ha contribuito con 12 punti e 17 rimbalzi. Dall'altra parte, Aaron Gordon è stato il miglior realizzatore dei Nuggets con 20 punti. Nikola Jokić ha chiuso con 13 punti, tirando 5 su 19 dal campo.

Oklahoma City ha costruito la vittoria soprattutto attraverso la difesa e la capacità di approfittare degli errori avversari. Nel secondo tempo i Thunder hanno forzato 13 palle perse di Denver, ricavandone 19 punti.

È un elemento importante per leggere la partita oltre il record interrotto. Una squadra ambiziosa non può dipendere esclusivamente dalla produzione offensiva della propria stella: deve riuscire a trovare soluzioni anche quando il leader vive una serata complicata.

La fine di una serie, non di un'era

La striscia di Shai Gilgeous-Alexander si ferma a 141 partite consecutive con almeno 20 punti. È un numero destinato a rimanere un riferimento storico e che racconta molto più di una semplice media realizzativa: parla di costanza, affidabilità e capacità di incidere con continuità ai massimi livelli.

La partita contro Denver ha ricordato, allo stesso tempo, che anche i giocatori più dominanti possono avere una serata difficile. La differenza è che Oklahoma City è riuscita a vincere ugualmente, senza aver bisogno di un'altra prestazione da almeno 20 punti del suo leader.

Il record è finito. La stagione, invece, è appena cominciata. E per i Thunder, il segnale più importante potrebbe essere proprio questo: anche quando la loro stella si ferma a 17 punti, la squadra può trovare un modo per portare a casa la partita.

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