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Europei di atletica 2026, l’Italia riscrive la storia: gli azzurri conquistano Birmingham

Dieci ori e 22 medaglie: l’Italia chiude gli Europei di Birmingham al primo posto nel medagliere per la seconda edizione consecutiva. Decisivo il trionfo nella 4x400 maschile.

18 agosto 2026
Europei di atletica 2026, l’Italia riscrive la storia: gli azzurri conquistano Birmingham
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Dopo aver dominato a Roma nel 2024, l’Italia dell’atletica si conferma sul tetto d’Europa. Gli Europei di Birmingham 2026 si chiudono con un altro risultato storico per la Nazionale azzurra, capace di conquistare 10 medaglie d’oro, 6 d’argento e 6 di bronzo, per un totale di 22 podi.

Un risultato che vale il primo posto nel medagliere e anche nella classifica a punti, dove l’Italia ha raggiunto quota 226. Per la seconda edizione consecutiva gli azzurri guardano tutti dall’alto, confermando la straordinaria crescita dell’atletica italiana negli ultimi anni.

Ma il modo in cui è arrivato il successo rende ancora più speciale la spedizione di Birmingham.

Il finale che vale un Europeo

Per tutta la manifestazione Italia e Gran Bretagna sono rimaste a stretto contatto nel medagliere. La decisione è arrivata nell’ultima gara del programma, la 4x400 metri maschile.

Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati hanno scritto una pagina inedita della storia azzurra, conquistando per la prima volta il titolo europeo della specialità.

Una finale combattutissima, risolta praticamente sul filo di lana: l’Italia ha chiuso in 2:59.16, precedendo la Gran Bretagna per appena tre centesimi. Gli inglesi si sono fermati a 2:59.19, mentre l’Olanda ha conquistato il bronzo.

Un successo dal peso enorme anche per il medagliere: proprio quell’oro ha permesso agli azzurri di effettuare il sorpasso decisivo sulla Gran Bretagna e chiudere la rassegna al primo posto.

Iapichino, la nuova regina del lungo

Tra le protagoniste assolute di Birmingham c’è anche Larissa Iapichino.

La saltatrice italiana ha conquistato il titolo europeo nel salto in lungo con una misura di 7,00 metri, centrata già al primo tentativo. Una prestazione che le ha permesso di precedere la britannica Jazmin Sawyers, seconda a un solo centimetro.

Per Iapichino si tratta di un successo storico: è infatti la prima atleta italiana a conquistare il titolo europeo all’aperto nel salto in lungo femminile.

Un oro arrivato al termine di una gara combattutissima e diventato uno dei simboli della spedizione azzurra.

Battocletti ancora protagonista

Tra le conferme più importanti c’è Nadia Battocletti.

La mezzofondista trentina ha nuovamente dimostrato di essere una delle grandi protagoniste dell’atletica europea, riuscendo a conquistare un’altra storica doppietta continentale.

Battocletti ha infatti trionfato nei 5000 e nei 10.000 metri, confermandosi ai vertici del mezzofondo europeo. Nel 5000 ha mantenuto il titolo conquistato a Roma, mentre nei 10.000 ha aggiunto un’altra medaglia d’oro al proprio straordinario palmarès.

Il suo Europeo rappresenta una delle fotografie più significative della crescita dell’atletica italiana.

Diaz vola: oro e record nel triplo

Un’altra delle grandi emozioni azzurre è arrivata dal salto triplo.

Andy Diaz ha conquistato l’oro europeo con uno straordinario 18,15 metri, misura che gli ha permesso di stabilire anche il record dei Campionati.

Una prestazione da fuoriclasse, arrivata in una gara in cui l’azzurro ha saputo gestire la pressione e piazzare il salto decisivo. Per l’Italia è arrivato così un altro titolo pesantissimo in una delle discipline tecnicamente più complesse dell’atletica.

Dalla pista alla marcia: Stano e Fiorini sul tetto d’Europa

Il successo italiano non si è limitato alle gare in pista.

Anche la marcia ha regalato risultati di assoluto livello, con Massimo Stano e Sofia Fiorini protagonisti di due vittorie nella maratona di marcia.

Le loro prestazioni sono state inoltre inserite tra i migliori risultati tecnici dell’intera manifestazione, a conferma del peso avuto dalla marcia nel bottino azzurro.

Un gruppo che guarda già al futuro

La vera forza dell’Italia di Birmingham, però, non è rappresentata solamente dalle medaglie.

La Nazionale ha mostrato profondità in praticamente ogni settore: velocità, mezzofondo, salti, lanci, marcia e staffette. Accanto ai nomi ormai affermati sono emersi anche giovani capaci di reggere la pressione di un grande appuntamento internazionale.

Il dato dei 45 finalisti, che eguaglia il record stabilito a Roma, racconta forse meglio di qualsiasi altra statistica la competitività del movimento azzurro.

Birmingham come nuova conferma

Due anni dopo il trionfo casalingo di Roma, l’Italia aveva una sfida tutt’altro che semplice: dimostrare che quel risultato non fosse stato soltanto figlio dell’effetto campo e del pubblico di casa.

A Birmingham la risposta è arrivata nel modo più netto possibile.

Gli azzurri hanno conquistato nuovamente il medagliere, questa volta in casa della Gran Bretagna e davanti a un pubblico che ha spinto i padroni di casa fino all’ultima gara.

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